Prima di guardare Annientamento, opportunamente disponibile su Netflix, mi sono detta che dovevo assolutamente leggere la trilogia. Da tempo le copertine di LRNZ occhieggiavano dagli scaffali della libreria, e mi chiamavano. Per mancanza di spazio e denari, però, ho optato per la versione ebook, almeno per il momento.

Premetto che il precedente film di Alex Garland da regista, Ex Machina, mi era piaciuto moltissimo, ed è lì che ho conosciuto il talento di Oscar Isaac, quindi tutte le mie critiche sono da leggere come quelle di una persona che ha amato il libro, e che si è dispiaciuta di non aver ritrovato nel film quella precisa atmosfera.

Ho sentito dire che il film è stato letto come una metafora sul cancro, e capisco perché, anche se in realtà nel libro non si fa mai riferimento a questa malattia (tranne che nel caso del marito della protagonista, che invece nel film è vivo e vegeto). Ciò che cambia, a parte l’atmosfera (che nel libro era new-weird), è la lettura generale dell’Area X: cos’è? Cosa ne sappiamo?

Ma vediamo nel dettaglio tutte le differenze libro/film.

I NOMI. Nel libro non si fanno mai nomi, ed è questo a rendere la storia universale. C’è la biologa, la psicologa, il marito di X eccetera (se vi ricorda qualcosa, pensate a Cecità di Saramago), non c’è nessun nome proprio. Nel film, persino le professioni delle donne sono state cambiate. Senza motivo.

IL MARITO E IL RAPPORTO CON LA BIOLOGA. Nel film, Lena e Kane sembrano avere tutto sommato un buon matrimonio; nel libro, invece, i due sono ai ferri corti, Lena sembra incapace di amare e di essere amata, e il marito della biologa muore poco dopo essere tornato dall’Area X. La biologa non parte per dovere verso di lui, tutt’altro. Sente di dover esplorare quel luogo. La protagonista, in generale, è molto diversa: nel libro è quasi autistica, ama soltanto il suo lavoro e analizzare le forme di vita che crescono in luoghi improbabili. Nel film, diventa un soldato ben addestrato.

IL BAGLIORE. Nel libro l’Area X è come una cupola invisibile, nel film inspiegabilmente brilla di luce propria come una bolla di sapone coloratissima (luce che, nel libro, si nota solo in corrispondenza dell’entrata). Nel film sembra che l’Area sia penetrabile da ogni parte, nel libro ci sono specifici accessi (a volte “creati” dalle persone tornate dall’Area, e questo sarà importante per il secondo libro).

LA TORRE. La Torre che non c’è! Nel libro, sin da subito vediamo le tre donne alle prese con questo tunnel sottoterra, o torre sepolta, come crede la biologa; questo luogo diventa il centro del libro, e tante scoperte saranno fatte al suo interno. Nulla di tutto ciò nel film, se non una (sbiadita) imitazione dell’alieno. Nessuna scritta sul muro, nessuna discesa verso gli Inferi.

I MOSTRI. Nel libro, l’angoscia non è mostrata attraverso scene splatter. Se ci sono dei morti, li vediamo a malapena, il mostro del canneto si sente ma non si vede, è l’occhio di un delfino che sembra umano, troppo umano a darci il tormento. Nel film, tutto è più “mostrato”, più esplicito. Leggendo il libro ci si sentiva angosciati e spaventati, ma senza sapere il perché.

annientamento il film

IL MISTERO SULLA SOUTHERN REACH. Nel libro non la si vede mai (non nel primo libro, almeno), non sappiamo chi la diriga o perché. C’è un mistero sulla psicologa, che si scoprirà solo in seguito. Qui invece si sa tutto e subito, persino che l’Area X è in espansione.

LA FINE. Sin dall’inizio, sappiamo che la biologa torna a casa, e che viene sottoposta a un interrogatorio, ma che non si sente più la stessa. Tutte scene del secondo libro (il primo si conclude con la biologa che forse muore nell’Area X, forse no).

ANNIENTAMENTO! Il titolo del libro è ripreso da una parola che pronuncia la psicologa nel tentativo di uccidere la biologa. Tutte le scienziate, infatti, erano state condizionate con l’ipnosi a rispondere a determinati comandi, ma la biologa è diventata immune dopo un contatto con materiale “alieno”. Annientamento era la parolina magica per “indurre al suicidio immediato”. Nel film, invece, la psicologa muore serenamente, parlando del suo annientamento luminoso (luminosità che, nel libro, è appannaggio solo della biologa). E nessuna traccia di ipnosi.

LA STRUMENTAZIONE: Nel libro, gli esploratori vengono forniti di apparecchi, armi e strumenti il più possibile antichi, forse per non contaminare l’Area X, che più che mutare “purifica” tutto. Nel film, telecamere e armi moderne a gogo.

Molte di queste differenze sono spiegabili: il film è autoconclusivo, non vuole un seguito; ha voluto semplicemente riprendere le atmosfere del libro e adattarlo molto molto liberamente. Probabilmente, se non avessi letto prima il libro non sarei stata così critica. In ogni caso, anche se vi è piaciuto il film, vi invito a leggere i libri: non ve ne pentirete.

E Jeff VanderMeer è entrato a far parte dei miei autori preferiti.

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