Un incontro con Mario Gomboli, Patricia Martinelli ed Enzo Facciolo

diabolik visto da sergio zaniboni
Primo giorno di Fuorisalone e Salone del Mobile a Milano: 400.000 persone in più in giro per la città, caldo, confusione. Ma al Museo WOW Spazio Fumetto, in via Campania, si tiene un incontro speciale per ricordare un grande disegnatore e per presentare il volume Diabolik visto da Sergio Zaniboni. Presenti Mario Gomboli, Enzo Facciolo (colui che ha dato il volto definitivo a Diabolik) e Patricia Martinelli, storica e bravissima sceneggiatrice della serie.

Diabolik visto da Sergio Zaniboni è uno dei volumi realizzati da Astorina e Mondadori Oscar INK in società al 50%, un “matrimonio” che sta andando molto bene, come conferma lo stesso Mario Gomboli, a capo della casa editrice che dal 1962 produce Diabolik.

Arrivato il 6 marzo 2018 sugli scaffali delle librerie, il volume è interamente dedicato al fumettista Zaniboni, scomparso ad agosto 2017. Si era cercato di ricordarlo già a Lucca, ma i tempi stretti non lo hanno permesso. A Cartoomics, invece, che si è tenuto a Milano dal 9 all’11 marzo 2018, la Astorina ha proposto una mostra presentando, per la prima volta, le tavole originali delle sue avventure più amate, oltre a testimonianze, gadget e memorabilia, in un percorso che ha svelato come il personaggio è maturato ed evoluto nel suo tratto.


La mostra tornerà in un’altra fiera del fumetto, a Romics (4-7 ottobre 2018). Ma torniamo al volume, il quale raccoglie il primo episodio e l’ultimo albo disegnati da Zaniboni, inframmezzati dalle matite di un episodio che venne poi inchiostrato da Giorgio Montorio (quello dedicato a Sibilla, Notte Magica, che i fan di Dk ricorderanno sicuramente).

Un collega schivo e riservato, ma geniale

Durante l’incontro, Gomboli ha ricordato l’amico e collega, che nel corso degli anni ha illustrato più di 400 albi di Diabolik. Sergio era un uomo riservato, che parlava poco, ma non perché non avesse niente da dire, anzi. Patricia Martinelli ed Enzo Facciolo hanno sottolineato come la “sua Eva” fosse più sensuale e raffinata, un modello che non è mai scaduto nel volgare. Si è parlato molto di come Diabolik, agli inizi (si era nel 1962), fosse addirittura vietato ai minori, eppure oggi anche i più piccoli apprezzano le storie del Re del Terrore! (E io stessa, d’altro canto, ho iniziato a leggere Diabolik a 12 anni, e tutto perché mia sorella mi aveva vietato di farlo – “non era adatto alla mia età”, diceva.)

Ma tutto il mondo del fumetto era visto come intrattenimento di serie B, e non come potenziale forma d’arte. Durante l’incontro, insieme al direttore del Museo Luigi Bona abbiamo discusso dell’importanza dei manga nell’avvicinare o meno i più giovani al mondo del fumetto, anche non giapponese, e del tanto abusato termine “graphic novel” (un po’ radical chic, ammettiamolo). Si è parlato molto anche di distribuzione, e di come la progressiva scomparsa delle edicole in Italia abbia condizionato i bilanci di tante case editrici di fumetti (forse la soluzione è distribuire in libreria, come l’albo in questione?). Case editrici, che, oggi, sono quasi del tutto scomparse: l’Astorina è una delle poche che ancora resiste, anche grazie alla capacità del personaggio Diabolik di rinnovarsi sempre.

Diabolik infatti è stato sempre in mutamento, sin dai primi albi, nonostante le resistenze dei lettori più “talebani” (secondo la definizione dello stesso Gomboli) che non accettano che venga cambiata neanche una virgola nella struttura del personaggio.

Le anticipazioni diabolike

Ma passiamo alle anticipazioni: Gomboli ha preannunciato un albo che raccoglierà le due stagioni di DK (un esperimento stile Marvel, a colori e con formato diverso dal solito) più un inedito, in uscita forse per Lucca 2018, e delle magliette con il disegno di Zaniboni con Eva e Diabolik che vediamo in copertina sul volume, però in bianco e nero. Riguardo a DK, che da alcuni è stato definito il “Diabolik 2.0”, si è trattato certamente di un esperimento riuscito, anche se faticoso dal punto di vista progettuale ed economico.

E sulla serie TV? Il progetto con Sky purtroppo è sospeso, anche se altri produttori si sono fatti avanti (uno addirittura con la storia di un rapimento alieno di Eva Kant). Non sarebbe male vedere la serie di Diabolik su Netflix, uno dei canali più pop e mainstream oggigiorno. Un modo, forse, per far conoscere Diabolik anche a quei giovanissimi che non hanno avuto modo di leggerlo in famiglia.

Dal canto mio, posso solo dire che è stata un’emozione incredibile incontrare Facciolo, Martinelli e Gomboli dal vivo, dopo tanti anni passati a leggere i loro nomi sul mio fumetto preferito. E a tutti coloro che non hanno mai sfogliato Diabolik, dico soltanto: siete molto fortunati, perché avete ancora tantissime storie intriganti e coinvolgenti da leggere!

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