Edito da Voland, Etica dell’acquario è il libro d’esordio, e per questo ancora più meritevole, di Ilaria Gaspari, classe 1986, una laurea in Filosofia alla Scuola Normale di Pisa. E proprio a Pisa è ambientato il romanzo, un noir-quasi-giallo, in quella Scuola che è vista dal resto del mondo come un luogo d’eccellenza, ma che al suo interno nasconde violenze, soprusi, rivalse, invidie.

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L’autrice è bravissima a descrivere il mondo dell’università pisana, dove Gaia, la nostra protagonista, torna dopo 10 anni di assenza, in veste di indagata per il suicidio poco chiaro di una sua ex compagna di studi. Gaia ha vissuto gli anni della Scuola come un pesce nell’acquario, un ambiente violento e terribile in cui gli esseri viventi, per sopravvivere, hanno dovuto adattarsi e diventare dei mostri, a volte anche crudeli, meschini con i propri simili, insensibili alle sofferenze altrui.

Tutto il romanzo è pervaso da una forte angoscia e dal dubbio, persistente, di aver causato la morte di un’altra persona. Proprio come nel giallo di Agatha Christie, Gaia si chiede “sono un’assassina?“, e non riesce a darsi una risposta. Si sente responsabile per tante piccole cattiverie, accumulate nel tempo, e non si perdona per la morte di un altro amico, avvenuta tanti anni prima.

Insieme a lei in Etica dell’acquario ci sono Marcello, il suo amore dei tempi dell’università, e Cecilia e Leo, compagni inseparabili della vita dell'”acquario”. Fino all’ultimo il lettore rimane con il fiato sospeso, colpito dal senso di solitudine e di disperazione della protagonista, e di tanti dei ragazzi della Scuola. Perché alla fine l’eccellenza, proprio come la bellezza, può essere un peso e un handicap, qualcosa di cui liberarsi nella vita reale, tornando a nuotare magari nell’acquario delle persone “normali”.

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