Nonostante la sua produzione sia alquanto limitata, Jim Steranko può essere considerato una leggenda dei fumetti, soprattutto se viene paragonato ad altri colleghi di punta della Silver Age. È approdato alla Marvel nel lontano 1966 dopo una breve gavetta in piccole testate.

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Raggiunse il successo con Nick Fury, il capo di un’agenzia di spionaggio. Steranko ebbe la geniale intuizione di sfruttare il personaggio di James Bond che andava molto di moda in quel periodo per attrarre lettori. E ci riuscì. I suoi tratti al limite tra pop art e avanguardie psichedeliche sono tutt’oggi inimitabili. Abbandonato il personaggio di Nick Fury, si cimentò con bozzetti per locandine cinematografiche, tra cui quelle per il film “Indiana Jones e i predatori dell’arca perduta” del 1981.

Indiana Jones all’epoca indossava già i suoi pantaloni color cachi e il cinturone in cui custodiva la pistola. A completare il look c’era una frusta e la giacca di pelle. Steranko provò ad aggiungere un cappello e spostò in diagonale la cintura ancora prima che nel cast arrivasse Harrison Ford. Il design completo però non fu solo frutto della sua vena creativa.

Lucas in qualità di regista e direttore creativo del film suggerì alcuni dettagli importanti. Jim Steranko ha sempre sottolineato il fatto che che quando ha creato il bozzetto del suo personaggio il cast non era ancora stato definito. Lucas e Spielberg hanno riconosciuto nei tratti rugosi e scavati, lo sguardo deciso quello di Harrison Ford (successivamente scritturato per la parte da protagonista). Questa piccola diatriba non è ancora del tutto risolta, ma è molto probabile che l’atmosfera della pellicola sia stata ispirata proprio da Steranko. Il fuoriclasse della matita realizzò i suoi straordinari bozzetti dopo una lunga cena con annessa chiacchierata assieme ai due registi. In totale sono circa cinquanta le illustrazioni che raffigurano le scene principali di uno dei capitoli più importanti della saga cinematografica di Indiana Jones.

Tutto sembrava procedere per il meglio, Lucas e Spielberg erano pienamente soddisfatti del lavoro di Jim, tanto che iniziarono a pretendere un carico di lavoro eccessivo. Steranko non riusciva ad accontentare tutte le richieste. Era un periodo piuttosto impegnativo per lui e realizzare un’illustrazione al giorno si stava rivelando molto più complicato del solito a causa del “valore” del progetto.

Spielberg provò a concedergli una scadenza posticipata, ma alla fine fu costretto a rifiutare. Dalle stelle alle stalle il passo è sempre breve, e forse è proprio a causa del suo rifiuto che pochi conoscono chi è la mente che ha curato nei dettagli la figura di Indiana Jones. Jim Steranko è un vero artista perché è stato onesto. Qualche anno dopo ha spiegato il vero motivo per cui ha dovuto rinunciare a questa importante collaborazione. Spielberg non è una persona che merita di essere delusa e continuando a lavorare in tempi così stretti, il rischio di deluderlo era elevato. È un vero peccato, anche se Indiana Jones ha avuto un successo interplanetario. Chissà come si sarebbe evoluta la sua figura con il genio creativo e la matita di Jim Steranko.

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