I bambini hanno un approccio diretto con le nuove tecnologie digitali e i ricercatori che si occupano dello sviluppo di prodotti dedicati al mondo dell’infanzia hanno concentrato i loro dibattiti sull’e-reading. Il dilemma è ben più “grave” dell’ “essere o non essere” di shakespeariana memoria: «carta o ebook?». Partiamo dal presupposto che sono due elementi completamente diversi perché l’approccio che i bambini hanno con la carta è diverso da quello con gli strumenti digitali. Questa riflessione la può fare qualsiasi genitore: il display luminoso e le figure in movimento incantano, la carta viene strappata o scarabocchiata.

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Uno studio molto approfondito condotto negli Stati Uniti nel 2013 è stato di recente pubblicato sul Play Collective e sulla rivista Digital Book World. Dalle numerose indagini sono emersi dati interessanti che consentono di fare molte osservazioni. Circa il 90% dei bambini sino ai 13 anni utilizza dispositivi elettronici per leggere, il 60% dei genitori invece preferisce acquistare libri cartacei. I genitori sono convinti che la carta e i libri digitali siano entrambi utili alla stessa maniera, ma il 35% di loro considera positivo il fatto che i libri elettronici abbiano opzioni avanzate. Ovviamente questi dati arrivano da molto lontano e rapportati ad un mercato editoriale come quello statunitense sono più che plausibili.

Nello stivale la situazione è leggermente diversa perché vi è una concezione del tutto sbagliata che si basa solo sulla “sostanza” e non sulla funzionalità reale dei due prodotti. Facciamo un esempio confrontando un libro pop up che offre contenuti tridimensionali di carta il cui unico effetto è la “meraviglia” e un enhanced book che offre contenuti multimediali i cui effetti vanno ben oltre il semplice «Oooh!». L’esperienza è completa e il bambino tende a sviluppare nuove capacità. Pur essendo dei ferventi sostenitori della carta, ci sono alcune cose che non si possono ignorare!

Proviamo a scavare nei ricordi: «Qual è il primo libro che vi è stato regalato?». Forse è una domanda troppo difficile, allora vediamo come ve la cavate con questa: «Qual è il primo libro che avete letto?». Con molta probabilità siete rimasti affascinati dal libro delle “1000 domande e risposte”! Una specie di “bibbia” che ha segnato il passaggio dall’infanzia ad un’età più consapevole, quella giusta per sapere come nascono i bambini, che forma ha il mondo, cos’è la morte.

Alcune questioni sono davvero troppo delicate, e per un genitore può essere difficile trovare le parole giuste per spiegarle. “Writing for Tiny” è il nuovo “libro dei perché”, ideato Gail Condon, ex infermiera pediatrica che ha approfondito la terapia del linguaggio. Gli ebook si possono acquistare direttamente dal sito dove sono suddivisi per tipologie. Le storie sono personalizzabili per far identificare il bambino con il protagonista. Attualmente le situazioni sono solo sei e comprendono il capitolo “brutti sogni”, “permanenza in ospedale”… Ma ben presto arriverà la parte che tratta il “divorzio”. A questo singolare progetto lavorano quattro persone oltre a Gail. La brutta notizia è che al momento è tutto in inglese e non resta che sperare che gli ebook vengano tradotti anche in italiano.

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