Scrivo dunque sono (Ponte alla Grazie – 2013) è un libro di Elisabetta Bucciarelli che ho avuto la fortuna di presentare lo scorso mese di Maggio. Credo che sia un “non” manuale sulla scrittura, però non può mancare nella “cassetta degli attrezzi”. Se vi piace scrivere probabilmente rimarrete fermi alla domanda del secondo capitolo come è successo a me: «Chi sono io? Ma soprattutto cosa voglio fare della mia scrittura?».

Scrivo dunque sono è una guida per cacciatori di parole, e le parole le usiamo tutti i giorni anche se non abbiamo velleità scribacchine. E’ un libro “magico” impreziosito da incipit famosi (Calvino, Viriginia Woolf, Ennio Flaiano… per nominarne alcuni) e citazioni usate con parsimonia per spiegare alcuni concetti importanti che ruotano attorno al mondo della scrittura. E’ un’indagine psicologica tra i tratti di penna. Perché scrivere impegna tutto il corpo, non solo la mente e le mani. E bisogna avere gli strumenti giusti. Haruki Murakami in Norwegian Wood dice: «E’ per questo che sto scrivendo. Sono uno di quelli che per capire le cose ha necessariamente bisogno di scriverle». Dal ‘penso dunque sono’ cartesiano, allo scrivo dunque sono bucciarelliano.

Chi è Elisabetta Bucciarelli

Elisabetta Bucciarelli vive a Milano, e lavora con la scrittura. Collabora con alcune testate giornalistiche italiane e straniere, occupandosi di filosofia, arte, libri e manie. Scrive per il teatro, la televisione, il cinema. Ha ottenuto la menzione speciale della giuria della 53° Biennale del Cinema di Venezia per la sceneggiatura “Amati Matti”. Altri due libri che vi consiglio sono: “Corpi di Scarto” il noir di ecomafia ambientato in una discarica semi-abbandonata alle porte della città di Milano e recentemente tradotto anche in Francese, e “Dritto al cuore” il noir ad alta quota che vede come protagonista l’Ispettrice Dolores Vergani. All’ Ispettrice di polizia milanese (ed ex psicologa) è dedicata una serie di romanzi di cinque romanzi: “Ti voglio credere” ha ottenuto il Premio Scerbanenco 2011 per il miglior romanzo noir italiano, “Io ti perdono” nel 2010 ha ricevuto il Premio Franco Fedeli.

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