Daniel Keyes, autore molto apprezzato negli Stati Uniti, ha scritto questa “biografia” di Billy Milligan nel 1981, Una stanza piena di gente. William Stanley Milligan (meglio conosciuto come Billy Milligan), è un sociopatico americano che nel 1977 ha rapito, violentato e derubato tre studentesse universitarie. Billy soffriva del disturbo di personalità multipla: nella sua mente convivevano 24 personalità diverse.

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Il libro è stato scritto da Keyes con l’aiuto di tutte le personalità di Billy, che grazie alla terapia medica si erano in parte “fuse” in un’unica persona, “il Maestro“, l’unico che ricordasse tutto ciò che era successo alle altre personalità, o meglio “persone”, come le definisce Billy, perché non sembrino qualcosa di falso e di inventato.

Il caso di Billy fece molto scalpore negli Stati Uniti: c’era chi credeva che simulasse, che fosse un abile attore, e che non gli si doveva concedere l’infermità mentale. In realtà, come viene spiegato nella prima parte del libro, sin da subito, dopo aver visto Milligan, anche l’accusa si convinse della diagnosi di personalità multipla. Un caso eclatante, certo, ma pur sempre un caso di infermità mentale. Il libro di Keyes è diviso in tre parti: nella prima abbiamo il resoconto del processo, da quando Billy fu arrestato fino a quando fu internato, con le opinioni dei vari avvocati e medici che si sono succeduti nel corso del tempo (alla Making a Murderer, per intenderci); nella seconda entra in scena lo scrittore, che cerca di mettere ordine nella confusione di queste 24 persone, e nell’ultima ci viene raccontata la storia di Billy sin dalla sua infanzia, dai suoi primi ricordi e dalla sua primissima dissociazione, dovuta probabilmente a causa delle violenze sessuali subite per mano del patrigno.

Questo lavoro di ricordo e di recupero della memoria è stato possibile solo grazie alla terapia di Billy, che lo ha fatto “fondere” in un’unica personalità (anche se non sono mancate le ricadute). Ognuna delle persone dentro Billy, infatti, non sapeva nulla o quasi di ciò che accadeva alle altre, e dunque c’era una grande confusione e tanti “vuoti di tempo”. La comparsa del Maestro però, ovvero della personalità fusa di Billy in una sola, ha restituito la memoria completa di ciò che era accaduto.

Più che un romanzo si tratta di una biografia, spesso abbastanza asettica e fredda, di ciò che accadde durante il caso giudiziario prima e nella testa di Billy poi. Mi aspettavo qualcosa di più coinvolgente, di un romanzo vero e proprio, invece ho trovato lo stile dello scrittore abbastanza noioso. Di questo mi dispiace, poiché è il mio primo approccio con Keyes, ma non mi arrenderò di certo al primo tentativo!

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Nonostante questo libro fu scritto trent’anni fa, e nonostante ormai Billy sia morto (di cancro), il libro sta avendo un grande successo solo adesso, probabilmente perché presto ne trarranno un film con protagonista Leonardo DiCaprio. Paradossalmente, credo che il film sarà molto più interessante del libro: sarà curioso vedere Leo passare da una personalità all’altra, e sentirlo parlare in lingue diverse (ogni personalità aveva una sua caratteristica specifica, e spesso parlava in lingue diverse). Il film dovrà necessariamente tagliare le parti più noiose (quelle processuali, a mio avviso) e andare più spedito. Probabilmente si intitolerà A Crowded Room.

Una curiosità: Daniel Keyes ha scritto anche un seguito, intitolato The Milligan Wars. Il libro è stato pubblicato in Giappone (1994), in Ungheria (1995), in Taiwan (1999), in Indonesia (2006) e in Francia (2008). Negli Stati Uniti non è stata permessa fino ad ora la pubblicazione a causa dell’azione legale intrapresa da Billy Milligan contro lo Stato dell’Ohio per il presunto inadeguato trattamento che ha ricevuto nei manicomi criminali di massima sicurezza. Forse sarà pubblicato in seguito al film.

Alcuni video per approfondire: uno, con i medici di Billy e Billy stesso in un documentario, e l’altro con la voce di Carlo Lucarelli che sintetizza la storia di Milligan.

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